Cosechecapitano

Breve storia dei miei capelli

pexels-photo-curly-hairPrima o poi doveva succedere. L’altro ieri, guardandomi allo specchio, nella mia massa indistinta di ricci selvaggi ho beccato un capello bianco. Le mie amiche, quando gliel’ho detto, mi hanno cordialmente mandata a fanculo perché “alla tua età una cosa del genere è anche normale, figurati chi i capelli bianchi ce li ha dall’adolescenza!” Va bene, accettiamo il naturale scorrere del tempo. Quel filo argenteo però, così luccicante in mezzo alla testa, non riesce proprio a lasciarmi indifferente.

Con i miei capelli ci ho litigato per anni. Non è che fosse semplicissimo andarsene in giro con quel groviglio sulla testa, quando il mio unico desiderio era quello di essere come tutte le altre bambine, e ragazzine poi: lisce, ordinate, confortevolmente uguali. A me era toccato lo stigma della diversità, e pura la beffa di dovermi sentire a tutti i costi fortunata perché “magari ce li avessi io quei capelli lì!”. Avrei volentieri barattato il mio volume da Lorella (Cuccarini) con un briciolo del loro maledetto effetto seta lucidino, per poter provare almeno una volta nella vita l’ebbrezza di uno chignon da ballerina. E invece niente, il massimo a cui arrivavo erano code di cavallo spelacchiate.

A quel punto ci sono andata giù pesante, con piastre, lisciature chimiche, ungenti puzzosi e bruciacapelli, di quelli che poi alla fine non si capiva più cosa minchia avessi in testa. Finché a un certo punto ho capito che i miei capelli erano me. Perché in fondo in fondo a me, di essere uguale a tutte le altre, non è che mi garbasse più di tanto. Quei boccoli erano una specie di epifenomeno, rendevano visibile all’esterno il caos che stava lì sotto la cute. Non mi vergognavo più di essere diversa, andava bene. Dopo anni di relazione tormentata, io e i miei capelli abbiamo iniziato a volerci bene.

Un giorno li ho tagliati. Corticorti, e non perché avessi smesso di andarne fiera. Allo specchio avevo smesso di riconoscermi, non stavo bene né con me né con gli altri. Ho deciso che la situazione doveva cambiare, dentro e fuori la testa, e l’ho voluto talmente tanto da superare tutte le paure che fino a quel momento mi avevano impedito di dire al parrucchiere “taglia, e vediamo cosa succede”. E se poi non mi fossi piaciuta? E se poi non fossi piaciuta agli altri? In quel momento non me ne fregava una mazza. Sono andata, e ho detto “taglia”. Ero bellissima.

Tralascio la parte in cui pochi giorni dopo la fatidica decisione io e i miei capelli corti abbiamo incontrato quello che prestissimo sarebbe diventato il mio ragazzo. In realtà io e lui ci eravamo già incontrati qualche mese prima. Lui si ricordava di me. O meglio: si ricordava dei capelli.

E adesso siamo qua, io e il mio filo argenteo. Facciamo così, aspettiamo che arrivi il secondo e poi ne riparliamo. Tanto nel groviglio si mimetizza.

8 thoughts on “Breve storia dei miei capelli

  1. A me il mese scorso o giù di lì, ne ha visti addirittura un po’ (😱) il mio ragazzo, ma visto che erano tipo sul cocuzzolo, e non lunghi abbastanza, non me li ha potuto far vedere, né avevo uno specchio a portata di mano. Tornata a casa e munita di specchio non li trovo. Chiedo a mia sorella:” Boh, non vedo niente…sarà stato uno scherzo…”. Quindi ora non so se li ho o no. Sono i capelli-gatto di Schroedinger.

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  2. ma vogliamo proprio imboscarli? alla fin fine sono una cosa naturale…è che a noi donne viene fatto il pippone per cui invecchiare è un tabù, bisogna essere sempre giovani e belle ecc., ma alla fine…lasciando da parte il fatto che invecchiare non piace a nessuno (hai presente quella storia di Zerocalcare? :)), forse dovremmo far pace col nostro corpo e via. Io sto pensando di non tingerli quando si vedranno per bene. Certo, visto che già normalmente barboneggio non so se il mondo è pronto, e se capirà che la mia non è la mia classica sciatteria ma una scelta di principio 🙂
    p.s. la citazione del genio della lampada è bellissima!

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    1. hai ragione, sono una cosa naturale! però personalmente vedo il tingere i capelli, più che come una risposta al diktat dell’essere sempre giovani e belle (almeno secondo i canoni imposti dalla società!), come un modo per far coincidere l’immagine mentale che abbiamo di noi con il modo in cui appariamo realmente. Ti faccio un esempio: diverse persone che tingono i capelli di rosso mi hanno detto che lo fanno perché in questo modo si sentono davvero se stesse. Per molto tempo non sono riuscita ad accettarmi come riccia, mi guardavo allo specchio e non mi piacevo, quindi cercavo tutti gli escamotage per rendere i capelli il meno ‘afro’ possibile. Ce n’è voluto di tempo prima che dicessi, “amen, io sono questa”. Quindi non so cosa sarà del mio capello bianco, ma al momento non ho nessuna intenzione di estirparlo o tingerlo: mi ci vedo bene così 🙂

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    1. Davvero? Io più che altro lotto contro l’effetto crespo, ma con gli sbalzi di temperatura degli ultimi giorni è un po’ una battaglia persa 😦 tu cosa usi? Io muoio dalla voglia di provare i nuovi prodotti Botanicals Fresh Care di L’Oreal, ho letto delle recensioni abbastanza positive!
      Ciao e grazie per essere passata!

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    2. Davvero, anche io sopratutto il crespo, è assurdo poi, perchè io ce l’ho solo in un punto e mi fa dannare. L’ultimo esperimento lo sto facendo con un prodotto specifico per capelli afro della linea Shea Moisture, è un balsamo leave in con effetti riparatori e anti crespo, poi metto un po di cristalli liquidi ai semi di lino e ricino..belli abbondanti haha Per il crespo sto provando a farmi l’ananas per dormire e devo dire che per una volta il crespo è minimo! Ero incuriosita anche io, ma dopo milioni di prodotti penso che su di me occorrono cose prodotte dove tutti hanno i capelli ricci haha

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