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Parigi low-cost: 10 consigli per il week-end (pt.2)

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Come promesso, anche se con un filino di ritardo, eccomi qui con la seconda parte dei miei consigli di viaggio su Parigi. Dopo i consigli logistici del post precedente, andiamo ora a vedere più da vicino alcuni percorsi che dovete assolutamente fare se vi capita di andare a Parigi. Pronti? Via!

#6 A Montmartre, sulle tracce di Amélie

Se come me avete amato il film di Jean-Pierre Jeunet al punto da volerlo rivedere la sera prima della partenza, allora dovete per forza prendervi un pomeriggio e gironzolare per Montmartre, arrivando fino alla basilica del Sacro Cuore: se siete fortunati e non c’è nebbia, potrete godervi l’impagabile spettacolo di Parigi vista dall’alto, con i suoi tetti e i profili dei monumenti più celebri (e alti!), come la Tour Eiffel e la cattedrale di Notre-Dame. Dopo aver fatto un giro dentro la maestosa basilica per ammirarne le vetrate e i mosaici, passeggiate per i vicoli che dal retro della chiesa si dipanano per il quartiere, ma non soffermatevi troppo a Place du Terte, dove in tanti insisteranno per farvi un ritratto, e dirigetevi piuttosto verso la piccola chiesa di St. Pierre, che è giusto lì di fronte: è una delle chiese più antiche di Parigi, consacrata nel 1147. L’interno non è decorato, ma conserva quattro colonne che pare appartenessero a un tempio romano che sorgeva una volta su questo sito. Camminate poi fino al Moulin de la Galette (vi ricorda per caso un dipinto di Renoir?) e riscendete a piedi verso la piazza da cui parte la scalinata per il Sacro Cuore. Durante il tragitto però prestate attenzione ai graffiti che ornano i muri, alle gallerie d’arte dai proprietari in accappatoio, alle voci dei bambini che escono da scuola. E a quella giostra di cavalli, che vi farà tornare indietro nel tempo

#7 Questione di simboli

Dicono che i parigini non la amino particolarmente, o almeno questo ci ha insegnato il finale di stagione di Sex & the City. Eppure la Tour Eiffel è innegabilmente un simbolo forte, un pezzo di immaginario, un mastodontico agglomerato di viti e bulloni che davvero non si capisce cosa abbia di romantico, ma che a noi turisti comunque ci piace assai. Andate a vederla di sera, quando nei primi cinque minuti di ogni ora le migliaia di luci pulsanti la fanno brillare come un albero di Natale impazzito, e poi tornateci di giorno, per ammirarne la struttura e magari fare una passeggiata per il Campo di Marte, il giardino che le si stende davanti e che d’estate pare sia ideale per i pic-nic. La Tour Eiffel comunque la potete scorgere da vari punti della città: uno scorcio molto suggestivo è quello da Pont-Neuf, magari di sera o al tramonto. Oppure, dato che avete la Paris Visite (perché l’avete fatta la Paris Visite, vero?), prendete la linea 6 della metro in direzione Charles de Gaulle-Étoile: ha un tratto sopraelevato, che oltre alla Tour Eiffel vi offrirà una panoramica della street-art di Place d’Italie. Anche l’Arc de Triomphe merita una visita, pure se è piazzato al centro di una rotatoria molto trafficata e c’è gente che per una foto-ricordo rischia la vita. Se proprio ci tenete alla prospettiva perfetta, aspettate quantomeno che il semaforo sia rosso. Davanti all’Arc de Triomphe si estende quel gigantesco vialone noto ai più come Champs-Elysée, dove oltre alle boutique di lusso ci trovate i brand che ormai hanno uniformato lo stile mondiale: Zara, Primark, H&M e altra roba che, davvero, la trovate praticamente ovunque. Se proprio volete qualcosa di originale andate da Ladurée, che però pure quello ormai lo trovi in molte grandi città. La pasticceria sugli Champs-Elysée è però il luogo dove è stato inventato il primo macaron della storia, quindi se siete fan del burroso pasticcino dovete andarci per forza. Sarete disposti a tutto: anche a spendere 16.80€ per una scatola con otto macarons.

#8 Oltre i cimiteri c’è (molto) di più

Mi avevano detto che dovevo andarci assolutamente. Almeno uno dei tre grandi cimiteri di Parigi andava visto, poi la scelta tra Père-Lachaise, Montmartre o Montparnasse toccava a me. Così abbiamo scelto di fare una visita a Simone (de Beauvoir) e Jean-Paul (Sartre) che riposano eternamente nel cimitero di Montparnasse, ma a parte la loro tomba, che si trova proprio di fianco all’ingresso, non siamo riusciti a vedere granché: non ci sono mappe che permettano di individuare facilmente le tombe degli ‘ospiti’ più celebri, e sì che tra loro c’è pure Baudelaire. Delusi, abbiamo deciso di fare un salto al Père-Lachaise. Anche lì stessa storia, abbiamo girovagato un po’ tra le lapidi capendo quasi subito che avremmo potuto impiegare quel tempo per fare di meglio. Quindi se come noi avete pochi giorni a disposizione, vi consiglio di evitare il giro degli illustri defunti. Spendete piuttosto una parte del vostro tempo per visitare la Cattedrale di Notre-Dame, scegliendo magari un orario in cui pensate sia meno affollata, perché altrimenti è un porto di mare e ci si muove con difficoltà. Di fianco a Notre-Dame si trova Shakespeare & Co., la celebre libreria in lingua inglese che negli anni Venti (quando però era situata da un’altra parte) era frequentata da Joyce, Hemingway e altra bella gente. Nonostante oggi sia affollata soprattutto da turisti, tra i suoi scaffali di legno e gli angoli dedicati alla lettura è ancora possibile respirare un’atmosfera che sembra presa in prestito da un’altra epoca, quando gli scrittori erano per lo più dei sognatori squattrinati, e non carne da classifica.

#9 Tutto il bello che resta

Tre giorni e un’infinità di meraviglie da vedere, anche solo di sfuggita: non è stato semplice. Qualche tappa è saltata, ma al Musée d’Orsay, il tempio dell’Impressionismo ricavato all’interno di un’antica stazione ferroviaria, siamo riusciti ad andarci. Consiglio: anche se a partire dalle 16.30 il biglietto costa 9€ anziché 12€, non badate a questa piccola spesa e dedicate piuttosto a questi cinque piani di meraviglia tutto il tempo che meritano. Altrimenti vi toccherà fare tutto in un’ora e mezza, perché il museo chiude tutti i giorni alle 18, tranne il giovedì, in cui resta aperto fino alle 21.45. Poi vi consiglio vivamente di fare un giro a piedi per il Quartiere Latino: volevamo vedere il Pantheon, ma lungo la strada abbiamo fatto delle piccole deviazioni, grazie alle quali abbiamo scoperto prima la più grande moschea di Francia, poi l’Aréne de Lutece, dove al tempo degli antichi romani combattevano i gladiatori, Rue de Mouffetard e i suoi locali variopinti, la Sorbonne, il Pantheon (ce l’abbiamo fatta!) e poi giù fino a incrociare Boulevard St. Germain e le sue librerie. E abbiamo pure trovato il tempo per mangiare le crêpes.

#10 Food, beverage e altre cose così

Una delle mie ossessioni, quando viaggio, è evitare in ogni modo le trappole per turisti, che sono là in agguato soprattutto a ore pasti. A noi è finita bene: la prima sera, grazie a Tripadvisor, abbiamo trovato un bistrot fuori dalle più affollate rotte turistiche, anche se molto vicino alla Tour Eiffel. Il bistrot si chiama Chez France e il quartiere è Les Invalides, dove fino alle 19, in alcune strade, potete trovare i banchetti di un mercato alimentare, ovunque fonte di cibo genuino e a prezzo onesto. Un’altra tappa consigliata per mangiare e bere qualcosa è il quartiere Châtelet, dove all’ora dell’aperitivo i locali propongono delle offerte convenienti. Un amico ci ha portati poi a mangiare le falafel al Marais, quartiere vivace frequentato soprattutto da giovani. Rue de Roisiers è piena di ristoranti kosher, dato che si trova nel bel mezzo del quartiere ebraico. Importante: la maggior parte dei locali della zona osserva il riposo per lo Shabbat, quindi il venerdì sera e il sabato li troverete chiusi.

Stavolta su Parigi è davvero tutto. Quindi andate, innamoratevi e soprattutto…divertitevi!

 

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